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DISSESTO IDROGEOLOGICO: REGIONE LAZIO PUNTA SU CONTRATTO DI FIUME E INVESTE 90 MILIONI DI EURO

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E’ un’Italia sempre più fragile e insicura quella che ci riconsegna il nuovo ‘Ecosistema a rischio 2017’, il dossier di Legambiente, presentato stamattina, sulle azioni effettuate dai Comuni italiani per ridurre il rischio idrogeologico. E l’unione di diverse cause, tra consumo irresponsabile di suolo, cementificazione di letti di fiumi, dissesto idrogeologico e imprevedibili cambiamenti climatici, in questo ultimo anno hanno moltiplicato e reso più drammatici gli effetti di frane, alluvioni e anche terribili roghi. Più di 7,5 milioni di italiani vivono o lavorano in aree a rischio continuo e di questi circa 300mila sono romani e Roma è considerata la città più a rischio alluvione d’Europa; un risultato poco edificante ottenuto dalla combinazione terribile tra un’urbanizzazione senza regole sempre più diffusa e una mancanza quasi totale di manutenzione, dalle caditoie stradali alle sponde del fiume Tevere.
Le cinque priorità suggerite dal report di Legambiente, cioè l’adattamento al clima nella pianificazione degli interventi di riduzione del rischio idrogeologico, l’intervento prioritario nelle aree urbane, la delocalizzazione degli edifici a rischio, più controllo e più formazione, possono essere raggiunte attraverso un lavoro di partecipazione e coinvolgimento garantito dallo strumento del Contratto di Fiume sul quale la Regione Lazio sta puntando molto che si aggiunge ai 90 milioni di euro del POR Fesr 2014 /2020 investiti per interventi di prevenzione e mitigazione del dissesto idrogeologico e per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Contratto di Fiume strategico proprio per il fiume Tevere, che partendo dalla riqualificazione delle acque e la salvaguardia dal rischio idraulico, con processi partecipati e volontari dei diversi soggetti del territorio arrivi ad un vero e proprio patto per la rinascita del bacino idrografico. Così dalla sola tutela dell’ambiente e dalla messa in sicurezza dal rischio idrogeologico, si passa a una fruizione diversa, ad un ‘vivere’ il fiume, attivando progetti di educazione ambientale, sport, attività culturali e ludiche, agricoltura e turismo sostenibile. Coinvolgendo i municipi, i territori attraversati dal tratto urbano del fiume, per mettere in atto processi di conservazione dell’ambiente ma anche di green economy e sviluppo, così che il Tevere torni ad essere una grande risorsa per Roma: un fiume vivo e vissuto, fruibile dai cittadini per passeggiare e fare sport, un’incredibile e ‘unico’ percorso ciclabile, che passando attraverso i monumenti più belli della Città Eterna arrivi fino al mare.