Ho accettato la proposta di Nicola Zingaretti di candidarmi nel suo listino alle prossime elezioni regionali per diversi motivi.

– Perché credo che Nicola abbia dimostrato nel governo della Provincia di Roma di essere un bravo amministratore e di credere nelle politiche ambientali, ad esempio con l’installazione dei tetti fotovoltaici sulle scuole di competenza della Provincia di Roma, o con l’impegno di risorse per il passaggio alla raccolta dei rifiuti porta a porta in 69 comuni pari ad un milione di abitanti della Provincia di Roma e con il lavoro fatto per i Piccoli Comuni, quelli al di sotto dei 5 mila abitanti, finanziando progetti che hanno contribuito a costruire sostenibilità su quei territori valorizzando questi piccoli borghi.

– Perché credo che la partecipazione dei cittadini sia fondamentale, ed è per questo che ho passato gli ultimi 15 anni della mia vita impegnandomi in una associazione come Legambiente, ma credo anche che sia importante per tentare di indirizzare le politiche, lavorare dentro le istituzioni.

– Perché in questi anni la Regione Lazio ha completamente abdicato al proprio fondamentale ruolo di pianificazione, programmazione e controllo, procedendo con i commissariamenti (rifiuti, parchi, arsenico, sanità), e in assenza totale di pianificazione (non c’è un piano energetico, non c’è un piano rifiuti, piano trasporti, piano territoriale etc) è mancata di un’idea di futuro.

Serve quindi un cambiamento di rotta radicale, una forte discontinuità con il passato, bisogna cambiare modello di governo oltre al modello di sviluppo non possiamo permetterci di continuare ad andare verso il baratro.

Io IMMAGINO un NUOVO PATTO per una regione verde, che metta al centro del governo le politiche ambientali. Queste ultime infatti sono strategiche per affrontare le crisi sociale, economica e ambientale, che sono strettamente connesse tra di loro.

Perché AMBIENTE significa LAVORO, DIRITTI, QUALITA’ DELLA VITA, CURA DEL TERRITORIO, BELLEZZA.

Ecco i punti su cui mi impegnerò:

TRASPORTI

Diritti, qualità della vita e lavoro significano fare un piano regionale dei trasporti che punti sul ferro, sulle rotaie, sulle tranvie, sulla metropolitana, e faccia sì che il viaggio di 540000 cittadini del Lazio ogni giorno (che saranno 700 mila nel 2015) non sia un viaggio infernale, e che si investano dei fondi: basterebbe impegnare l’1% dei fondi del bilancio regionale per ottenere in 5 anni 1 miliardo di euro per aumentare i treni, avere più binari e migliorare la qualità del viaggio.

Per battere inquinamento e smog serve invece un piano della qualità dell’aria regionale, rimasto ad oggi completamente disatteso, che coordini le politiche di limitazione del traffico veicolare privato a favore di quello pubblico, che punti su una mobilità nuova, sostenibile, sulla mobilità ciclabile come mezzo di trasporto a tutti gli effetti e non solo come mezzo di svago.

In questa situazione di crisi delle risorse e in questa logica va fatta una scelta fermando le opere inutile, dannose, costose, come ad esempio l’autostrada Roma – Latina ( la Pontina va messa in sicurezza ma l’attuale progetto di autostrada non va bene), il Porto e l’aereoporto di Fiumicino o l’aeroporto di Frosinone. Va invece definitivamente chiuso l’aereoporto di Ciampino.

CURA DEL TERRITORIO

Lavoro e cura del territorio significa investire soldi per la prevenzione e manutenzione del territorio e battere il dissesto idrogeologico: secondo i dati dell’ultimo rapporto sul rischio idrogeologico nel Lazio il 98% dei comuni è a rischio frane e alluvioni, non si può pensare più di intervenire a seguito di eventi drammatici. In questi anni sono stati impiegati solamente il 4% del totale dei fondi necessari per questi interventi.

GREEN ECONOMY

Lavoro significa puntare sulla green economy, sull’innovazione verde. Il Lazio secondo l’ultimo rapporto green italy si posiziona al terzo posto in Italia per imprese che hanno investito nell’ultimo triennio in tecnologie e prodotti verdi, sono ¼ del totale delle imprese e la provincia di Roma è la seconda in Italia per imprese green. Allora se la strada è stata già intrapresa dalle singole imprese, servono le politiche pubbliche per spingerle ancora di più.

Per quanto riguarda le energie rinnovabili nel Lazio la potenza installata è pari a 749 MW, come una centrale di grandi dimensioni. Anche qui qualcosa si è mosso ma bisogna puntare ad obiettivi più ambiziosi: la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, può e deve aumentare ancora.

Serve però un piano energetico regionale che dica cosa fare, dove intervenire anche per le energie rinnovabili, che punti alla diminuzione di emissioni di CO2 e dell’utilizzo delle fonti fossili (con impianti solari su tetti e capannoni a cominciare dagli edifici pubblici, mini idroelettrico, geotermico, eolico…).

AGRICOLTURA

Nel Lazio negli ultimi 10 anni si sono dimezzate le aziende agricole (da 190 mila a 97 mila): bisogna rilanciare l’agricoltura di qualità, locale, biologica, bisogna rinverdire il paesaggio e abbattere le emissioni di CO2, puntando anche sugli orti urbani per favorire il consumo intelligente e proteggere le diversità, e sulle terre pubbliche da affidare tramite bando ai giovani agricoltori.

ACQUA PUBBLICA

Lavoro, qualità della vita e diritti, cura del territorio significa investire sulla qualità dell’acqua che è una risorsa preziosa e necessaria alla vita umana, un bene comune, il cui accesso deve essere garantito a tutti, così come deve essere garantito il rispetto del Referendum. Nel Lazio abbiamo ancora il problema dell’arsenico (unica regione italiana) e problemi di depurazione: intervenire per risolvere il problema significa anche non prendere multe dall’Unione Europea e migliorare l’offerta turistica della regione. In tutta l’azione di governo si deve tornare a METTERE AL CENTRO L’INTERESSE PUBBLICO E COMUNE DELLE POLITICHE.

RIFIUTI

Anche per i rifiuti non si è riusciti a capire che possono essere una risorsa, puntando su riduzione, riuso, riciclo, sugli impianti per la raccolta differenziata, e non sulle discariche o su nuovi impianti di incenerimento come quello di Albano. Va fatto un nuovo piano dei rifiuti (quello esistente è stato bocciato dal Tar) che vada in questa direzione. Malagrotta va chiusa definitivamente e senza più proroghe e non si può creare una nuova Malagrotta da nessuna altra parte e tanto meno a pochi metri dall’attuale e cioè a Monti dell’Ortaccio.

PARCHI E AREE PROTETTE

Le aree protette sono state trattate come un peso e non come un’opportunità, sono state lasciate morire, ma sono una ricchezza di biodiversità e culturale, bisogna rilanciarle istituendone delle nuove come il Parco regionale dei Fiumi Tevere e Aniene, o quelli della Tolfa e dei Lepini. Serve anche una nuova legge sui parchi per il riordino degli Enti.

Manca il piano paesistico regionale. Il paesaggio del Lazio va conservato con norme precise per fermare il consumo di suolo. Si vede puntare sulla riqualificazione urbana ridefinendo gli spazi verdi e promuovendo i Tetti verdi, sulla demolizione e ricostruzione. Serve anche una nuova legge urbanistica. Il piano casa regionale è stato utilizzato per attaccare parchi aree vincolate e agricole e quindi va profondamente rivisto.

ILLEGALITA’ AMBIENTALI

Anche sul fronte della trasparenza e delle illegalità ambientali la situazione è allarmante: un reato ambientale su dieci reati si compie nella nostra regione: nel Lazio nel 2011 sono state accertate 2.463 infrazioni, il 7,3% del totale nazionale, 6,7 illeciti al giorno, appena sotto al podio nella triste classifica nazionale delle ecomafie di Legambiente, subito dopo le regioni a tradizionale presenza mafiosa. La legalità migliora la qualità della vita e le condizioni economiche, serve una rinnovata lotta all’abusivismo edilizio riattivando gli abbattimenti, potenziando il lavoro che l’Osservatorio Ambiente e Legalità della Regione Lazio ha svolto in questi anni, ed inserendo nel Testo Unico sulla sicurezza il potenziamento del sistema sanzionatorio e dell’attività di vigilanza ambientale. Vanno avviate e concluse le bonifiche dei territori come la valle del sacco i cui cittadini meritano di non ammalarsi più e di non morire, così come va terminato e portati avanti il censimento sulla presenza di Amianto e gli interventi di  bonifica.

ECONOMIA SOLIDALE E BENESSERE ANIMALE

Sono importanti, e metterò al centro della mia azione politica, anche le tematiche del benessere animale (mai più nessuna piccola o grande Green Hill nel Lazio), riattivando ad esempio anche strumenti semplici che già ci sono come l’Osservatorio Regionale, e temi come il servizio civile, le politiche per il terzo settore, l’Altraeconomia, l’Innovazione, i Piccoli Comuni (che sono il 70% dei comuni della regione) per i quali continueremo sulla strada intrapresa con la Provincia di Roma promuovendo un Bando delle idee per i piccoli comuni della Regione Lazio.

 

La chiave ambientale è determinante per modernizzare il Lazio, e la nuova programmazione dei fondi europei 2014-2020 sarà fondamentale indirizzarla su questi temi, perché sono risorse economiche importanti che finora invece sono state utilizzate male o non utilizzate per nulla.

Sono consapevole che non si tratta di una sfida semplice quella dei prossimi anni, ma credo proprio che valga la pena provarci, e sarò a disposizione dei cittadini, comitati, imprese, sindacati, istituzioni, perché il mio ruolo in consiglio regionale non sia limitato e non si vanifichino le potenzialità di questa opportunità.

Cristiana