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VALORIZZARE I PARCHI COME ELEMENTI STRATEGICI PER LA CRESCITA DEL TURISMO RESPONSABILE E DELL’ECONOMIA DEI TERRITORI

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Il Rapporto ‘Natura e Cultura. Le Aree Protette, Luoghi di Turismo Sostenibile’ presentato ieri dal Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con Unioncamere, Fondazione Sviluppo Sostenibile e Federparchi, conferma chiaramente che le nostre aree protette sono destinate a svolgere un’azione economica e sociale importante, coniugando la naturale vocazione di tutela della biodiversità, con la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale che ospitano, in un’ottica di sviluppo turistico sostenibile, migliorandone, ove possibile, la fruibilità; divenendo così un volano anche per una crescita economica in armonia con l’ambiente.
I dati presenti nel Rapporto ci raccontano di un patrimonio culturale presente nei parchi nazionali italiani rappresentato da quasi 800 tra biblioteche e musei, oltre 400 beni archeologici e più di 1.250 beni artistico architettonici; un patrimonio artistico culturale che insieme alla domanda di ‘natura’, fa registrare un aumento di turismo naturalistico, speriamo responsabile, che porta a 30,5 milioni le presenze legate alla fruizione dei beni naturalistici, generando un elevato potenziale per i parchi naturali, che però devono essere oggetto, ora più che mai, di politiche attente, mirate a migliorare certamente la promozione dei territori da un punto di vista turistico, ma soprattutto a realizzare strumenti più efficaci per rafforzare l’insieme della governance di tutta l’area protetta.
La Regione Lazio ha intrapreso da tempo questo percorso di attenzione e valorizzazione delle sue aree protette, nella realizzazione di nuovi modelli di sviluppo sostenibile locale, non solo economico, ma anche sociale, attraverso diverse occasioni di occupazione e realizzazione di nuove professionalità; puntando ai green jobs e al potenziamento di tutte quelle attività che ruotano attorno a questi polmoni verdi: dal turismo alle attività artigianali, dall’agricoltura di qualità, alle attività di ricerca e educazione ambientale, alla mobilità alternativa.
Questi nuovi modelli di sviluppo sostenibile locale vanno agevolati da politiche innovative che affianchino a protezione, conservazione e studio, anche sviluppo, valorizzazione, fruizione agevole dei territori. Nel Lazio abbiamo cominciato ad attuare alcune azioni di sistema, come l’approvazione della legge sulla Filiera Corta e del Miglio Zero, che intendono promuovere la piccola pesca artigianale, così come le produzioni agricole di qualità provenienti dalle aree protette regionali.
Ma stiamo discutendo anche di ‘Fiscalità di Vantaggio’ per i soggetti che vivono e operano su questi territori, cioè di agevolazioni fiscali per le attività di green economy nei parchi, e di studiare come attribuire un valore ai servizi Ecosistemici nei Parchi, cioè a quei servizi legati propriamente al governo degli Enti Parco, ma soprattutto a quei ‘benefici oltre i confini’ che influiscono direttamente sulla maggiore qualità della vita, dall’aria che respirano all’acqua che bevono.
Tutte azioni che riscontrano un interesse sempre più evidente anche nei numeri del rapporto, da parte dei cittadini, degli operatori economici e delle tante associazioni di volontariato che operano nei territori. A dimostrare che la scommessa per la valorizzazione, la tutela, la fruibilità dei nostri Parchi e delle nostre Aree protette passa attraverso una sempre più stretta e efficace collaborazione tra istituzioni, cittadini, enti locali e realtà associative.